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Storia di ISTC

L’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione nasce nel 2001, grazie al progressivo cambiamento dell’Istituto di Psicologia, che ne rappresentava il troncone principale cui si aggiunsero l’Istituto di Dialettica e Fonologia operante a Padova e gruppi provenienti da altri Istituti (Istituto di Tecnologie Biomediche di Roma, LADSEB di Padova e Istituto di Elettronica degli stati solidi di Roma).

In particolare, sotto la Direzione di Domenico Parisi (1987-1995) e Sebastiano Bagnara (1996-1998), la ricerca in Computer Science aveva assunto particolare rilevanza, includendo le metodologie computazionali nello studio del linguaggio, l’intelligenza artificiale e le reti neurali simulate, la vita artificiale e la robotica.

Alla fine degli anni ’90 le aree di indagine su cui l’Istituto di Psicologia era impegnato andavano dallo studio dei sistemi cognitivi multiagente alla qualità dei servizi per l’infanzia; dal counselling genetico allo studio dei processi sintattici e lessicali; dalle prospettive della Vita Artificiale allo sviluppo del linguaggio, fino allo studio dello sviluppo delle capacità cognitive nei primati non umani. L’orientamento interdisciplinare, che aveva consentito all’Istituto di Psicologia di svolgere un ruolo pionieristico in molti campi, era più evidente che mai, e l’etichetta della Psicologia non era più sufficientemente rappresentativa per un insieme di temi di ricerca così ricco ed eterogeneo. Uno dei processi di riforma del CNR fu l’occasione propizia per sancire la nuova identità del neonato Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione.

Il primo direttore dell’ISTC, Virginia Volterra (1998-2002), guidò agevolmente il cambiamento, creando un ambiente amichevole, produttivo e pragmatico. Fra il 2001 e il 2003 si associarono all’ISTC anche l'Istituto di Dialettica e Fonologia di Padova (IFD) e gruppi provenienti da altri Istituti: Tecnologie Biomediche a Roma, LADSEB a Padova, Elettronica degli Stati Solidi a Roma.

A Virginia Volterra subentrò Cristiano Castelfranchi (2002-2011), che accentuò la natura interdisciplinare dell’Istituto incentivando i temi legati alle nuove tecnologie e alle loro possibili implementazioni, e favorì l’ingresso di molti giovani nell’Istituto, coinvolgendoli sui temi più innovativi, per esempio al confine tra scienze cognitive e neuroscienze.

Rino (Rosario) Falcone (2011-2019) ha continuato l'azione di Cristiano nel favorire una ricerca più innovativa e nell'affidare maggiori responsabilità a giovani ricercatori ISTC. Falcone ha riorganizzato le attività di ricerca ISTC in tre macro aree:

- Modelli e Tecnologie Cognitive (Robotica, Intelligenza Artificiale, Simulazione Sociale, Tecnologie Semantiche);
- Psicologia dei Processi Cognitivi (Studi di Psicologia dello Sviluppo, della Comunicazione e delle Interazioni);
- Modelli Biologici della Cognizione (Studio, e in alcuni casi simulazione al computer, di modelli biologici riferiti alla cognizione, Neuroscienze e Metodologie di indagine per Malattie Neuro-Degenerative.

Dal 2019 al 2023, Aldo Gangemi è stato direttore dell'ISTC, perseguendo con successo il tentativo di preservare il ricco patrimonio che caratterizza la storia dell'ISTC e promuovendo al contempo l'integrazione tra i suoi laboratori e il mantenimento dell'eccellenza. Lungi dal coprire aree disgiunte, la ricerca (neuro-)cognitiva, sociale e computazionale dell'ISTC è integrata negli attuali sistemi tecno-sociali, superando il famigerato divario tra le Due Culture.

Nel novembre 2023 Rino Falcone è  nominato direttore facente funzione. Nell'immediato insediamento egli deve misurarsi con un trasferimento della sede principale da Via San Martino della Battaglia a Via Romagnosi, in zona Flaminio. L'impegno in questo oneroso compito e nella parallela  ricostituzione di una amministrazione stabile ed efficiente definisce buona parte della sua prima fase (primi sei mesi).  

Nel periodo più recente, i laboratori di ISTC hanno annodato una vasta gamma di collaborazioni in tutto il mondo, ed è avvenuta un'infusione di molti giovani talenti, che ci fa sperare per il meglio.

Gli obiettivi ISTC mirano all'analisi, la rappresentazione, il ragionamento automatico, la simulazione e l'interpretazione critica dei processi cognitivi e sociali negli umani e nei primati non umani, dal livello fisiologico a quello fenomenologico e computazionale. La varietà di soggetti, tecnologie e obiettivi (che abbracciano organismi, robot, sistemi sociali, dati, concetti astratti) può intimidire. Al contrario, questa varietà è un mezzo raro e potente per dare un senso al nostro mondo.


ISTC ha una ricca storia, che merita di essere raccontata ...

Storia dell'Istituto di Psicologia

L’Istituto di Psicologia del CNR fu creato nel 1950, sulla base della trasformazione di un preesistente Centro per lo Studio della Psicologia che si occupava quasi esclusivamente di test psicologici per le Forze Armate. La maggior parte degli studi portati avanti nell’Istituto riguardavano la psicologia sperimentale e i test di intelligenza o di personalità, e solo alla fine degli anni ’60 la ricerca di base cominciò ad affrontare i temi della psicofisiologia, dell’ergonomia e della linguistica.

Negli anni ’70, sotto la direzione di Raffaello Misiti (1969-1986), il personale impegnato nella ricerca raddoppiò, le attività più applicative (come il testing per l’esercito) furono messe da parte, fu incentivato l’impegno nella ricerca di base – a partire dalla linguistica – e furono aperte nuove direzioni di ricerca, come lo sviluppo delle attività cognitive e del linguaggio e la psicologia comparata. Negli stessi anni l’Istituto portò avanti studi innovativi in molte aree di rilevanza sociale, come l’educazione, il trattamento delle patologie psichiatriche, la relazione uomo-ambiente, la condizione del lavoro e l’information technology.

La natura interdisciplinare dell’Istituto fu ufficialmente riconosciuta posizionandolo sotto il controllo di ben tre dei Comitati di Consulenza del CNR: “Scienze storiche, filosofiche e filologiche”, “Economia, Sociologia e Statistica”, “Scienze Biologiche e Mediche”. Per molti anni, l’Istituto di Psicologia sarebbe rimasto l’unica istituzione del CNR a godere di un simile status.

Mentre l’Istituto continuava a produrre importanti risultati di ricerca in campi di rilevanza sociale, in particolare interventi educativi per la prima infanzia e psicologia della salute, nelle due decadi successive emersero nuovi interessi specifici. Nel 1984 il gruppo di psicologia comparata inaugurò presso lo zoo di Roma (ora Bioparco) un laboratorio che ospitava un gruppo sociale di cebi dai cornetti (all’epoca Cebus apella, oggi Sapajus sp.); gli studi linguistici presero diverse direzioni: primi stadi di sviluppo della capacità linguistiche, neuropsicologia del linguaggio (con studio del comportamento in condizioni normali e patologiche), studio della lingua dei segni utilizzata dai sordi (dal 1988 una unità dell’Istituto è ospitata dall’Istituto dei sordomuti – ora ISSR – in via Nomentana); gli studi di psicologia ambientale si focalizzarono sugli edifici urbani.

La ricerca sui temi dell’information technology, in particolare sotto la direzione di Domenico Parisi (1987-1995), divenne sempre più rilevante: dalle metodologie computazionali nello studio del linguaggio alle nuove tecnologie; dall’intelligenza artificiale alla simulazione su computer, alle reti neurali artificiali, alla vita artificiale e alla robotica.

L’orientamento interdisciplinare, che consentì all’Istituto di svolgere un ruolo pionieristico in un gran numero di campi di ricerca che successivamente sarebbero stati ripresi nell’insegnamento e nella ricerca accademici, fu sostenuto e favorito anche dai successivi direttori, Sebastiano Bagnara (1995-1998) e Virginia Volterra (1998-2002). Inoltre, sotto la direzione di Virginia Volterra il ruolo dell’Istituto come forza trainante si consolidò, e un gran numero di studenti di dottorato ebbe l’opportunità di realizzare la propria tesi sotto la guida di ricercatori dell’IP.

Alla fine degli anni ’90 le aree di indagine su cui l’Istituto di Psicologia era impegnato andavano dallo studio dei sistemi cognitivi multiagente alla qualità dei servizi per l’infanzia; dal counselling genetico allo studio dei processi sintattici e lessicali; dalle prospettive della Vita Artificiale allo sviluppo del linguaggio, fino allo studio dello sviluppo delle capacità cognitive nei primati non umani. L’orientamento interdisciplinare, che aveva consentito all’Istituto di Psicologia di svolgere un ruolo pionieristico in molti campi, era più evidente che mai, e l’etichetta della Psicologia era diventata ormai troppo angusta per un insieme di temi di ricerca così ricco ed eterogeneo. Quindi il processo di riforma del CNR fu l’occasione propizia per sancire, nel 2001, la fine dell’Istituto di Psicologia e la nascita dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione.

Storia dell'unità Magnetoencelografia nell'ospedale Fatebenefratelli - Roma

L'unità Magnetoencephalograpy (MEG) è il risultato dell'incontro di ricercatori provenienti dall'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie (Istituto di Fotonica e Nanotecnologie - IFN). Si trova presso l'ospedale Fatebenefratelli e gli interessi di ricerca si focalizzano sulla caratterizzazione neurofisiologica dell'attività del sistema nervoso centrale, concentrandosi sulla corteccia sensorio-motoria in condizioni normali e patologiche.

Storia dell'Istituto di Fonetica e Dialettologia

La Sezione Padovana dell'ISTC è stata costituita quando l'Istituto di Psicologia di Roma e l'Istituto di Fonetica e Dialettologia di Padova (IFD - Istituto di Fonetica e Dialettologia) si sono fusi. Ciò si è verificato il 5 febbraio 2002.  L'IFD era attivo dal 1 ° giugno 1998, attraverso una fusione tra due Centri preesistenti, il Centro per lo studio della ricerca fonetica (CSRF) e il Centro per lo studio della dialettologia italiana "Oronzo Parlangeli "(CSDI). Entrambi furono fondati da Carlo Tagliavini, stimato professore di Glottologia all'Università di Padova

Il CSRF è stato diretto dal Prof. Lucio Croatto dal 1971 al 1991 e dal Prof. Alberto Zamboni dal 1991 al 1998. È stato caratterizzato dall'uso di tecniche sperimentali nella ricerca fonetica (il laboratorio è diventato un punto di riferimento per tutti i ricercatori in questo settore per l'Italia) e un approccio interdisciplinare totalmente innovativo che ha portato alla costituzione di un team composto da linguisti, fisici acustici, ingegneri informatici, logopedisti e psicologi.

Il CSDI, diretto dal Prof. Manlio Cortelazzo dal 1973 al 1987, dal Prof. Giovan Battista Pellegrini dal 1987 al 1992 e dal Prof. Alberto Mioni dal 1992 al 1998, è diventato il centro di una serie di ricerche distribuite su tutto il territorio ma organizzate in modo unitario con lo scopo di mettere insieme una base di dati di dialetti italiani a tutti i livelli: lessicale, sintattico, fonologico e fonetico.

Storia di LADSEB (Istituto per la Scienza dei Sistemi e l'Ingegneria Biomedica)

L'Istituto, fondato nel 1973,  comprendeva (e comprende) ricercatori attivi sui modelli biomedici, informatica medica, scienza dei sistemi, robotica e rappresentazione della conoscenza. In quest'ultimo ambito, una linea di ricerca su "Modellazione concettuale e ingegneria della conoscenza" è attiva dal 1991.

Sotto la guida di Nicola Guarino, questo gruppo ha acquisito una reputazione internazionale per il suo approccio interdisciplinare incentrato sul ruolo dell'ontologia filosofica nei fondamenti della rappresentazione della conoscenza, dell'integrazione e del recupero delle informazioni, dell'elaborazione del linguaggio naturale, dei sistemi multi-agente e della progettazione dei sistemi informativi.

Successivamente, nel 2003, il gruppo di "Progettazione concettuale e ingegneria della conoscenza" si è unito all'ISTC, trasferendosi a Trento e fondendosi con un gruppo simile all'ex ITBM-CNR per formare il laboratorio di ontologia applicata